Arte e architettura

Data:
02 Ottobre 2020
Immagine non trovata

Percorso Artistico: I reperti storici: Le cospicue testimonianze epigrafiche di epoca romana trovate a Morazzone, e che hanno attirato l'attenzione e l'interesse degli studiosi di quel periodo (Bonaventura Castiglioni e Teodoro Mommsen), erano custodite presso la chiesetta di S. Maria Maddalena fino agli inizi del secolo scorso. Oggi a Morazzone si trovano i due blocchi di granito e la lapide di serizzo già studiati dal Mommsen, tutti collocati all'interno della chiesa parrocchiale di S. Ambrogio: i due blocchi ricordano la nascita, lo status sociale e, uno dei due, anche la morte sul luogo dei due fratelli Marco e Lucio Sentii, vissuti nel I secolo d.C., legionari della IV legione Scitica, appartenenti alla tribù Oufentina. La lapide funeraria, invece, fu fatta incidere anch'essa sul finire del I secolo da Marco Campilio Daphnos, liberto di Marco Campilio Fusco (il quale ricopriva a Milano la carica di séviro senior) a ricordo della moglie Donnia Pupa. Una così rilevante concentrazione di reperti romani in una unica località lascia supporre o che il nucleo originario del paese fosse proprio alla Maddalena oppure che in quel luogo si trovasse una necropoli. A proposito dei due blocchi dei fratelli Sentii, si può affermare che la fortuna che essi hanno goduto nel corso dei secoli è stata costante, tanto che una delle ipotesi più antiche e radicate sulle origini del nome del paese chiama in causa proprio la gens Sentia: secondo questa supposizione esso sarebbe nato dalla combinazione dell'espressione mora Sentium. Tale ipotesi, però, negli ultimi tempi ha perso consistenza poiché appare troppo scopertamente creata ad hoc per nobilitare le origini del paese. Recentemente è stata prospettata la possibilità di un'origine celtica della base "Mor", forse traccia di una tribù staccatasi dal popolo dei Morini, che ha dato origine ad altri numerosi toponimi come Mornago, Mornasco, Morcote. Personaggi e documenti: Pier Francesco Mazzucchelli detto "il Morazzone" nacque nel nostro paese nel luglio del 1573 e morì nel 1626. Il Mazzucchelli lasciò una traccia profonda nella storia della pittura realizzando una serie di pregevoli opere soprattutto nel territorio della regione padana e prealpina occidentale e, in particolare, nella singolare realtà storico-artistico-ambientale dei Sacri Monti. Dagli scritti dei cronisti seicenteschi Tatto e Adamollo e dai verbali delle visite pastorali effettuate dai due cardinali cugini Carlo e Federico Borromeo veniamo a conoscenza di interessanti notizie riguardanti le vicende sociali, religiose e di costume di Morazzone. Ne emerge uno scenario assai tormentato, caratterizzato da una forte conflittualità e da gravi problemi di ordine economico, sanitario e ambientale. Nel decennio 1560-1570 la vita del paese viene sconvolta da una catena di delitti e di violenze; nel 1576 scoppia la cosiddetta "peste di S. Carlo"; nel 1593 anche Morazzone, come gli altri paesi della pieve di Castelseprio, è obbligato a versare una tassa straordinaria che serve a pagare i compensi dati a chi ha ucciso o ha catturato dei lupi, che costituivano nella zona un vero flagello; nel 1630, infine, scoppia un'altra terribile pestilenza, quella descritta dal Manzoni nei "Promessi sposi". A cavallo tra Ottocento e Novecento, particolare rilievo sociale assunse l'istituzione dell'Opera Pia Castiglioni, fondata da don Eugenio Castiglioni nell'ultimo decennio del secolo scorso, che provvide al ricovero, all'assistenza e alla cura gratuita o semigratuita di morazzonesi poveri e/o inabili, anticipando così, nella sua lungimiranza, un'esigenza fondamentale dei nostri tempi.

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 11 Novembre 2020